...anche il tempo ha un inizio e una fine

Clessidra generazionale

Ma quante parole usiamo per non pronunciare la parola morte? È scomparso... È mancato... Si è spento... Se ne è andato... Ma difficilmente useremo la parola morte; è morto, defunto.

Tutto quello che conosciamo ha un inizio e una fine. Nello stesso modo in cui la nostra vita è iniziata con la nascita, così terminerà con la morte, e questo è inevitabile.

Ciò che, invece, può essere in gran parte evitata è la moltitudine di sofferenze fisiche, psichiche, emotive di chi muore, e dei suoi famigliari; ma, per fare questo, è importante pensarci prima e informarsi correttamente.

Non parliamo né di suicidio assistito né di eutanasia, due pratiche in Italia illegali.
Parliamo della necessità di evitare inutili, e troppo spesso praticati, accanimenti terapeutici; parliamo di cure di fine vita, di cure palliative ed in particolar modo della possibilità di informarsi e decidere per sè.

Abbiamo verificato in questi ultimi anni che un eccellente metodo per iniziare questa riflessione è l’utilizzo delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento.

Esse permettono, infatti, di informarsi, conoscere e comprendere in quale modo vivere gli ultimi momenti della propria esistenza.

Non pensarci non allontana la morte da nessuno di noi. Una volta compreso questo ci rimangono solamente due possibilità: lasciare l’intera responsabilità della gestione delle cure e degli ultimi momenti della nostra vita a qualcun altro, addossandogli anche tutto il costo emotivo che ne deriva, prima, durante e dopo, oppure pensarci noi, se amiamo i nostri cari e vogliamo sollevarli da questa ulteriore sofferenza. 

Oggi noi siamo ancora vivi, i mezzi per informarci esistono, e anche le persone che possono aiutarci a comprendere.

Anche se molto è ancora da fare, qualcosa è già stato fatto: allora approfittiamone e, se ancora non lo abbiamo fatto, parliamone con i nostri cari.

Non si può eliminare la forza emotiva di questo ultimo evento della vita, ma di certo è possibile limitare l'ansia e l'angoscia che lo accompagnano: basta semplicemente iniziare con sincerità a parlarne.

Il momento buono è adesso, semplicemente perché sappiamo che adesso questo momento esiste... anche il tempo ha un suo inizio e una sua fine, perlomeno il “nostro” tempo.