...anche il tempo ha un inizio e una fine

Clessidra generazionale

Ma quante parole usiamo per non pronunciare la parola morte? È scomparso... È mancato... Si è spento... Se ne è andato... Ma difficilmente useremo la parola morte; è morto, defunto.

Tutto quello che conosciamo ha un inizio e una fine. Nello stesso modo in cui la nostra vita è iniziata con la nascita, così terminerà con la morte, e questo è inevitabile.

Ciò che, invece, può essere in gran parte evitata è la moltitudine di sofferenze fisiche, psichiche, emotive di chi muore, e dei suoi famigliari; ma, per fare questo, è importante pensarci prima e informarsi correttamente.

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Perché compilare le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento

In quanto esseri umani siamo dotati di libero arbitrio, perciò in grado di scegliere.

Passiamo la nostra vita a prendere decisioni, a pianificare il lavoro, gli studi dei figli, le vacanze, gli orari o gli impegni quotidiani.

E' curioso notare come ci si senta contrariati, quando un oggetto, un luogo, un evento o qualsiasi altra cosa non corrisponde a quanto scelto; con l'esperienza si impara a prendere informazioni prima di firmare un contratto per una casa ad esempio, oppure per una vacanza o un'automobile.

Non sempre le scelte che "gli altri" fanno per noi corrispondono a quello che realmente desideriamo, anche se queste vengono fatte "per il nostro bene".

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Contenuto delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento

[...] E' invece essenziale eliminare ogni equivoco e ribadire che il diritto, che si vuol riconoscere al paziente, di orientare i trattamenti a cui potrebbe essere sottoposto quando divenuto incapace di intendere e di volere, non è un diritto all'eutanasia, né un diritto soggettivo a morire che il paziente possa far valere nel rapporto col medico, ma esclusivamente il diritto di richiedere ai medici la sospensione o la non attivazione di pratiche terapeutiche anche nei casi più estremi di sostegno vitale, pratiche che il paziente avrebbe il pieno diritto morale e giuridico di rifiutare, se cosciente. Si pensi a pratiche non adeguatamente convalidate, comportanti gravi rischi, onerose, non proporzionate alla situazione clinica concreta del paziente, di carattere estremamente invasivo o fortemente gravose per la serenità del trapasso. [...]

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Il Garante o Fiduciario

Uno dei limiti spesso messo in evidenza nel dibattito sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento riguarda il loro linguaggio e la loro competenza. Poiché, si dice, è indubbiamente assai difficile per il paziente definire in maniera corretta le situazioni cliniche in riferimento alle quali intende fornire le dichiarazioni, questa situazione può essere fonte di ambiguità nelle indicazioni e, quindi, di dubbi nel momento della loro applicazione.

[...] La strategia  individuata per risolvere queste difficoltà è stata quella della nomina da parte dell'estensore delle dichiarazioni di un curatore o fiduciario. Questa figura è presente in molti dei modelli di dichiarazioni anticipate proposti in Italia e all'estero, alcuni dei quali già hanno ottenuto riconoscimento legale in diversi Stati. In particolare negli Stati Uniti, la direttiva di delega (Durable power of attorney for health care nello Stato della California; Health care representative nello Stato dell'Oregon; Patient advocate for health care nello Stato del Michigan) costituisce la struttura portante di questi documenti, mentre le dichiarazioni vere e proprie vengono formulate sotto forma di limiti posti dal paziente all'azione del suo delegato. [...]

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